Cosa emerge dal campione iniziale

L'Osservatorio 2026 CentroSCS raccoglie percezioni anonime su processi, digitalizzazione e AI nelle organizzazioni italiane. I primi dati aggregati — su un campione in crescita — disegnano un quadro coerente: la tecnologia c'è, ma non viene sfruttata appieno; le persone e le informazioni restano al centro dei colli di bottiglia.

Digitale sotto le potenzialità

Circa tre rispondenti su quattro (76,9%) ritengono che gli strumenti digitali siano utilizzati al di sotto delle loro potenzialità. Non è mancanza di software: è un divario tra ciò che gli strumenti possono fare e come vengono adottati nei processi reali.

Competenze e resistenza al cambiamento

Il 69,2% indica la mancanza di competenze come ostacolo a un utilizzo più efficace del digitale. Il 61,5% segnala la resistenza al cambiamento. Due segnali che si rafforzano a vicenda: senza formazione e senza accompagnamento, ogni innovazione tecnologica — AI inclusa — fatica a radicarsi.

Informazioni disperse

Il 76,9% indica le informazioni disperse tra le principali inefficienze operative. Prima di chiedere all'AI di decidere o automatizzare, molte organizzazioni devono ancora rispondere a una domanda più basilare: dove sono i dati, chi li aggiorna, chi li usa?

L'AI non è marginale, ma non è il primo problema

Oltre il 92% percepisce l'intelligenza artificiale come supporto o opportunità strategica. Il tema non è ignorato. Ma i dati suggeriscono che competenze, processi e qualità dell'informazione pesano più della scelta del modello o del tool.

Partecipa e consulta i dati

Il sondaggio resta aperto: ogni risposta anonima arricchisce l'osservatorio. Dati aggregati aggiornati, hub entity e documentazione per assistenti IA sono su centroscs.it/osservatorio-2026/